Acquari e Varechina

02 Luglio 2010 ValerioSub Acquariofilia - Fai-da-te
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Varechine e Acquario...La "Varechina" non è certo uno dei prodotti più compatibili con l'acquario ed i motivi li conosciamo bene. La varechina, nota anche con il nome di "Candeggina" non è altro che una soluzione in acqua di Ipoclorito di Sodio (NaClO) in concentrazioni che possono andare dal 2-5% sino ad un massimo del 25% (solo per usi specifici). Eppure questa sostanza, con un uso mirato e ragionato, può divenire un efficiete strumento assai utile all'acquariofilo.

Ovviamente stiamo parlado di un uso esclusivamente a fini manutentivi ed in particolare per le attività di pulizia straordinaria che comportano la rimozione di alghe da arredi o accessori non porosi.

La Varechina, infatti, è un potente ossidante, usato principalmente come sbiancante e disibfettante, è in effetti un potente battericida, fungidcida, virodica.

L'esperinza che sto per proporvi riguarda in particolare la pulizia straordinaria di un acquario-nurcery autocostruito (vedi articolo) che è collocato permanentemente semimmerso nella vasca principale (la R300), ancorato ad una parete laterale. Inevitabilmente ogni 6/8 mesi le pareti in policarbonato si "sporcano" di una patina di alghe, specie sui lati esposti alla luce. La normale pulizia con raschiamento delle patina di alghe non è consigniabile in quanto inevitabilmente il policarbonato tenderebbe a rigarsi e perde la sua trasparenza, venendo meno alla sua principale funzione della nurcery:  ospitare gli avannotti di volta in volta presenti nella nurcery, in un ambiente sano, sicuro e circoscritto e nel contempo consentirmi la massima visibilità. Infatti la buona trasparenza del policarbomnato mi consente anche di osservarli, fotografarli, filmarli, in uno spazio circoscritto come quello di una nurcery che ha però il vantaggio di mantenere tutti i "privilegi" di una vasca din ben 300 litri (netti), usufruendo della sua stabilità e capacità di filtrazione (ma questo è tutto un'altro tema).

Questo è l'acquarietto-nurcery posizionato in vasca:

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Qui osserviamo, una volta estratti gli arredi e fatta la conta degli ospiti (pescati uno ad uno e tenuti temporaneamente in vaschette temporanee), lo stato delle pareti in policarbonato non più esattanmente "trasparenti":

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Come prima cosa, dopo l'estrazione della vaschetta dalla "Vasca-Madre" e la separazione di tutti i componenti, si dà una sciacquata sotto l'acqua corrente. Ecco quindi come in meno di un'oretta si riesce portare tutto a nuovo senza graffi:

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La ricetta è circa 50% Verechina e 50% acqua (leggermente tiepida per accelerare la reazione). Come si vede nelle foto la patina di alghe si scioglie da sola come burro:

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L'importante è sciacquare bene il tutto in acqua corrente; poi ho mantenuto il tutto in un secchi (dedicato all'uso acquariologico) con molta acqua per almeno un paio d'ore.

Lo stesso tecnica di pulizia l'ho applicata varie volte, negli anni, sia all'acquario nurcery, sia ad altri arredi e oggetti immersi: dalle ventose alle grigliette antintrusione per il filtro, ecc. ecc.

Basta, prima di rimetterli in vasca, fare solo molta attenzione a sciaquare bene ed abbondantemete, senza fretta, gli oggetti e: con questa tecnica si potranno ripulire la maggior parte delle cose impregnate da alghe ed altro,  danneggiarle e senza rischi per l'ecosistema della vasca.

Nel maneggiare la Verechina, occorrerà prestare molta attenzione, non solo alle mani, ma anche agli agli occhi ed al viso (reagisce con processi alcalini ed è molto aggressiva) ed ai vestiti (scolora come poche cosa al  mondo)!

Ecco qui l'acquario-nurcery, ricollocato in vasca, splendido e lucente come al primo giorno, quindi riallistoto in pochi minuti di tutti i suoi componenti:

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ATTENZIONE

Attenzione, la Varechina è una sostanza altamente irritante e caustica! E' bene, pertanto, maneggiarla usando un paio di guanti di gomma e aver cura di evitare il contatto con gli occhi. Non devono inoltre essere mescolate né all'acido cloridrico (acido muriatico per gli usi domestici) con cui sviluppano cloro, tossico, né all'ammoniaca con cui sviluppano clorammine, irritanti, né all'etanolo. Le soluzioni di ipoclorito di sodio sono sensibili alla luce ed al calore ed hanno una durata limitata nel tempo. Devono essere conservate quindi al riparo dalla luce e lontano da fonti di calore. Se acquistate in supermercato meglio preferire i prodotti confezionati in bottiglie non trasparenti in grado di proteggere il prodotto dalla luce. Meglio quindi non fare grosse scorte ma acquistare il prodotto sempre fresco (Wikipedia).

Ultimo aggiornamento 15 Ottobre 2016