Killifish - Tutto ebbe inizio così

08 Novembre 2011 ValerioSub Acquariofilia - Pesci
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i KillifishL'idea di cimentarmi nell'allevamento dei Killifish circolava nella mia testa già da un po' di tempo. Circa due anni fa lessi un libro entusiasmante sui Killifish ma che principalmente servì a farmi apprezzare questi interessantissimi pesci nella consapevolezza che il loro allevamento, sicuramente non impossibile, sarebbe però costato tante cure estreme e mille attenzioni.
L'idea era lì, dormiente, riposta in una progettualità futuribile che non trovava ancora in nulla quello scossone decisivo e determinante, necessario all'agire!
L'atteso scossone determinante è avvenuto per caso, durante una piovosa domenica pomeriggio del mese di novembre (2011): pigramente sprofondati su un comodo divano a casa dell'amico Raffaele, che come me condivide nella passione per l'acquariofilia, il desiderio di ricerca e di sperimentazione.
Con in mano i nostri nuovi MacBook air  eravamo alla ricerca sul web, di quelche pesce interessante; ad un certo punto uno dei due (non ricordo a chi dei due) ha detto: perchè non acquistiamo "a mezzi" un pò di uova di KilliFish?
Grandioso!
Ci siamo subito messi ad esplorare eBay alla ricerca di una buona offerta (promossa da qualche venditore ben referenziato) che proponesse Killifish a ciclo annuale che fosse esteticamente interessante e con caratteristiche compatibili con la nostra possibilità di gestirle.

Dopo una serie di incroci e di verifiche, la nostra attenzione è ricaduta su alcune vantaggiose offerte provenienti dalla Tainlandia: mix di uova riferite a varie combinazioni di 3 specie; ancora qualche altra ricerca e la scelta è fatta!
Abbiamo cosí acquistato on line due confezioni due distinte della medesima offerta, indirizzate separatamente a ciascuno dei nostri indirizzi, contenenti un mix di 60 uova di questi bellissimi
  1. Nothobranchius guentheri red
  2. Nothobranchius eggersi blue
  3. Nothobranchius palmquisti
eccoli nella foto-icona utilizzata dal fornitore per promuovere la vendita su eBay:

Zoom

Secondo Raffaele, che ha già sperimentato in passato l'allevamento dei Killifish, 20 uova per ogni specie é il numero giusto, né eccessivo, né insufficiente, per avere la buona probabilitá di riuscire ad allevare, per ciscuna specie, un piccolo gruppo di Killifish di entrambi i sessi (indispensabile per la produzione successiva di di uova), con una normale percentuale di perdite da mettere in conto.
Avviare contemporaneamente i due allevamenti paralleli non potrà che aumentare le probabilità statistiche di una buona ed equilibrata conduzione dell'allevamento anhe a fini riproduttivi: non solo per l'opportunità di scambiarci esemplari di diversa specie per equilibrare il recirpoco numero di individui per specie, ma anche per bilanciare il numero di maschi/femmine nella medesima specie. Su richiesta di Raffaele, il fornitore ci ha specificato che le uova saranno confezionate in sacchetti distinti per specie (20+20+20). Questo è una buona notizia, in quanto mentre i maschi saranno facilmente individuabili non appena manifesteranno il dimorfismo tipico della loro specie, difficilmente le femmine saranno individuabili come appartenenti ad una specie piuttosto che all'altra.
Mi raccontava Raffaele di come in passato fu fortunato perchè su un acquisto di 20 uova si schiusero tutte, ma come alla fine ebbe 19 maschi ed una sola femmina. La femmina purtroppo non riuscì a raggiungere la maturità sessuale  perdendo quindi la speranza di poter replicare quella bellissima specie.
Come detto, con due allevamenti paralleli delle medesime specie un rischio del genere sarà certamente mitigato dalla possinilità di scambiarci esemplari da un allevamento all'altro!
Staremo a vedere!
Intanto, mentre siamo in attesa dei pacchetti che arriveranno dalla lontana Tainlandia tra circa 2/4 settimane, non ci resta che studiare e preparare con cura gli ambiente dove attiveremo la schiusa delle uova e poi quelli dove trasferiremo i piccolissimi pesci appena nati.  Dovremo poi predisporci ad accoglierli in veschette di destinazione finale, idone alle tre specie.

Sarà forse una sfida creativa e costruttiva tra me e l'amico Raffaele, con l'obbiettivo di imparare a conoscere questi nuovi piccoli amici, dando loro l'opportunità di vivere al meglio, in ambienti confortevoli (e meno sfortunati delle pozze a prosciugazione stagionale che troverebbero in natura) coerenti con le loro caratteristiche, e che certo non si prosciugheranno con l'arrivo dell'estate!
Intanto l'amico Raffaele mi pare abbia già le idee molto chiare: ecco cosa scrive nell'articolo del suo blog "Acquariando.info".
Io invece, grossomodo, pensavo di regolarmi così:
1) contenitore basso e largo per gestire la delicata fase della schiusa;
2) micro-nurcery immersa nella vasca grande (pH 6,7 - 2,5°DKH - 6°DGH - 24°C) per gli avannotti appena nati per la primissima fase di accrescimento; sin da subito areatore e ricambio d'acqua a ciclo continuo con filtraggio aggiuntivo separato e sterilizzazione UV;
3) nursery più grande o vaschetta dedicata con caratteristiche idonee alle specie, dove transitare progressivamente gli avannotti in una fase successiva di accrescimento; anche qui areatore in funzione e, dove possibile, ricambio d'acqua a ciclo continuo con filtraggio aggiuntivo separato e sterilizzazione UV;
Staremo a vedere!
 
Prossinamente: leggi l'articolo "KilliFish - Inizia l'avventura!"
By ValerioSub 

 

Ultimo aggiornamento 08 Gennaio 2012