L'acquariofilo... è parte dell'ecosistema di un acquario.

02 Giugno 2011 ValerioSub Acquariofilia - La Filosofia
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L'Uomo come protagonista dell'Acquario (immagine di A. Santoro)Fluttuando nell'affascinante viaggio negli "Ecosistemi Acquatici" non potevamo non soffermarci ad analizzare il ruolo di uno dei più importanti protagonisti di quel particolare ecosistema chiamato "Acquario": l'Acquariofilo.

L'Acquariofilo, lo si voglia o no, nel bene e nel male, è in effetti parte integrante dell'ecosistema di ogni acquario.

Pensate di no? Allora leggete il resto dell'articolo.

Sono vari i motivi che spingono una persona ad "accogliere" un acquario in casa.
Accade che si inizia per caso, quasi sempre spinti verso questo "mondo" senza avere ancora le idee ben chiare: l'acquario come "forma di arredamento", l'acquario come "protocollo terapeutico", l'acquario come "surrogato psicologico", l'acquario come "antistress". Talvolta anche l'acquario semplicemente  come "contenitore dove allevare i pesci" (per mia sorpresa, per molti acquariofili è soprattutto questo!), o dove "coltivare piante acquatiche".
Il sofisticato ed intrinseco rapporto che si instaura tra persona ed ambiente (acquario compreso) è certamente non facile da sviscerare; i molti che ci hanno provato credo che solo parzialmente, siano riusciti a metterne a fuoco alcune tra le sue componenti.
Certo i retroscena psicologici insiti nel mondo dell'acquariologia, sono innumerevoli, così come lo sono certamente gli incontestabili effetti terapeutici.
Qualche tempo fà mi sono soffermato davati ad un cartello presso un locale nella scuola di mia figlia che segnalava un corso di Feng Shui. Il nome mi ha colpito perchè mi ricordava qualcosa che avevo letto.
Il Feng Shui (dal cinese Feng, vento e Shui, acqua) è un’antica dottrina cinese che ha avuto origine più di 5000 anni fa. Lo scopo principale del  Feng Shui è quello di "costruire e arredare ambienti in armonia con le forze ed energie naturali che li permeano, al fine di promuovere il benessere nelle persone che li occupano".
I concetti chiave del Feng Shui sembrano fatti apposta per ispirare quegli acquariofili orientati al sano ed equilibrato allestimento di un acquario, nell'ambito dello spazio nella propria abitazione; questi si basano sulla "consapevolezza delle capacità terapeutiche insite dell’organizzazione degli spazi elaborata e progettata nel rispetto dei flussi di energia vitale che lo caratterizzano e nel raggiungimento di un rapporto armonioso tra persona e ambienti di vita".
Alla base del raggiungimento di un equilibrio tra persona e ambiente (inteso non solo come ambiente "costruito", ma anche "naturale") sta, secondo la filosofia Feng Shui, il fluire libero del Chi, un flusso continuo di energia che permeerebbe l’universo intero e che avrebbe come diretto antagonista lo Sha Chi, o energia negativa.
In questo modo di concepire il rapporto tra l'uomo e l'ambiente intorno a lui, l'acquariofilo non è semplicemente un osservatore, ma è parte integrante (attiva) di quell'ecosistema chiamato acquario.
Questo semplice assunto che già di per se dissacra il modo ormai consolidato di vedere il rapporto tra l'uomo ed l'acquario, dove l'essere umano è visto spesso solo come lo spettatore esterno (esterno all'ecosistema) e l'acquariofilo, specificamente individuato come il padrone della vasca, ne è semplicemente il custode.
Il Feng Shui potrebbe forse farci rivalutare il modo di concepire il "nostro essere acquariofili", consapevolizzando il sentirsi (in una diversa e più completa veste) parte attiva di quel complesso "mondo" che abbiamo racchiuso tra 5 vetri, piuttosto che semplici ed improbabili spettatori.
Avviarsi all'acquariofilia senza aver prima consapevolizzato profondamente questo modo di concepire il proprio ruolo, non solo rischia di portare effetti disastrosi nel proprio acquario, ma anche in se stessi. Basti pensare alla frustrazione che certamente vive ogni acquariofilo dopo il fallimento dell'avvio di una vasca o dopo un'improvvisa moria di pesci.
Quel che pensa, decide, fà , ma anche non fà, un acquariofilo avrà sempre un effetto sul suo acquario: nel bene e nel male! Quell'impalpabile "interazione olistica" tra le componenti di "un insieme", e quell'energia che da questa interazione scaturisce, hanno un solo ed unico obbiettivo: tendere all'equilibrio, ad ogni costo, unicamente all'equilibrio, e con il minimo sforzo (cioè con il minimo consumo energetico).
La natuta non spreca mai nulla!
Lo si accetti o no, l'acquariofilo è parte (la maggior parte!) di questo ecosistema che chiamiamo "acquario".
Chi pensa di no... forse, non ci ha ancora pensato abbastanza! :-) 
Pensiamoci!
By ValerioSub
Ultimo aggiornamento 11 Febbraio 2012